Golf tecnica di emanuele rodenghi

1996

clubfitting


Il mondo dell’attrezzatura golfistica è sempre più imbrigliato da regolamenti che tutelano la filosofia del gioco e mantengono funzionali al contempo i vecchi percorsi, progettati quando l’attrezzatura si avvaleva di tecnologie rudimentali.
In un settore così livellato dai regolamenti, acquista allora sempre più importanza la “personalizzazione” dell’attrezzatura: il club-fitting.
Ecco come viene effettuata una sessione di clubfitting, basata su canoni professionali.
Il clubfitter ha lo scopo iniziale di conoscere il giocatore; grazie ad un ‘colloquio’ introduttivo prende coscienza del livello di gioco, degli errori ricorrenti, delle problematiche con lo swing e da quali bastoni provengano i maggiori problemi.
Segue una breve analisi della sacca attualmente in uso: si effettua la misurazione delle frequenze (flessibilità) e delle bilanciature dei vari bastoni, si esamina la coerenza generale della sacca. Si tratta di dati che il clubfitter deve avere chiari in mente prima di iniziare la fase d’analisi vera e propria.
Il giocatore inizia a tirare qualche colpo come in fase di riscaldamento e, quando è in grado di riprodurre dei colpi che riflettano lo swing reale, si iniziano le misurazioni quantitative.
La mia esperienza mi porta a consigliare l’utilizzo di un ferro 7 durante questa fase; si tratta di utilizzare un ferro che non incuta timore durante la simulazione e rifletta al meglio lo swing effettivo.
Primo elemento da studiare è lo swing, ed in particolare i dati più significativi sono: velocità all’impatto, angolo di attacco, accelerazioni e traiettorie del bastone.
Questi dati daranno la prima grande indicazione sulla scelta dei bastoni corretti.
A questa sessione segue un’analisi delle caratteristiche fisiche del giocatore; i dati emersi verranno utilizzati per la scelta della lunghezza del bastone, del corretto lie e per la dimensione del grip.
Il passo successivo è quello di effetuare delle prove pratiche con dei bastoni che corrispondano alle caratteristiche scaturite dall’analisi complessiva e quindi di esaminare ulteriormente qualche colpo.
Gli analizzatori di lancio e di backspin quantificheranno in maniera pratica i miglioramenti che otteniamo da quel particolare bastone.
E’ importante comunque tener conto che un clubfitting effettuato con competenza mira ad ottenere risultati nel lungo termine e deve basarsi maggiormente sulle caratteristiche dello swing che sul volo di palla. Infatti basare il fitting principalmente sull’analisi del volo di palla (soprattutto in giocatori dilettanti) può indurre ad orientarsi su bastoni che compensino errori di swing creando miglioramenti fittizi che consolidano i medesimi errori e non evidenziano le potenzialità del giocatore